Editoriale di Massimo Gramellini

La repubblica delle iene

La nomina della ex iena televisiva Dino Giarrusso a garante della regolarità dei concorsi universitari configura un interessante salto di qualità da parte del governo. Se l’esperimento andrà a buon fine, e considerato il curriculum del prescelto non c’è da dubitarne, si potrebbe portare a compimento il sogno infranto di Berlusconi: la sostituzione della nomenclatura di Stato con quella televisiva.

 

Alcuni incarichi si impongono con evidenza, come la presidenza del Cnr ad Alberto Angela e la direzione dei servizi segreti a Federica Sciarelli. Ma anche un’altra iena, Teo Mammuccari, merita di contribuire alla riscossa morale della nazione: l’esperienza maturata in anni di scherzi telefonici lo spinge verso il ruolo di garante dei call-center. Per contrastare la piaga della sofisticazione alimentare, il Paese chiede a gran voce un’Autorità di vigilanza composta da Cracco, Cannavacciuolo e Joe Bastianich, mentre al fine di ridurre i tempi della giustizia civile si potrebbero sostituire senza troppi rimpianti i tribunali di primo grado con il giudice di Forum (per l’appello andrebbe sondata la disponibilità del Gabibbo). Resta la lotta contro la malasanità. Scartati il dottor House (non è molto social) e Luciano Onder (un’autorevole commissione presieduta dall’inventore del metodo Stamina, iena ad honorem, avrebbe certificato la sua simpatia per i vaccini), non resterebbe che procedere per concorso alla nomina dell’unico candidato al di sopra di ogni sospetto: il garante Giarrusso.