da Corriere.it

di Gianna Fregonara e Orsola Riva

Gli alleati grillini tutto potranno dire e protestare tranne che non erano stati avvisati. Lo aveva detto il governatore veneto Luca Zaia firmando la settimana scorsa un accordo col ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per l’insegnamento della storia veneta in tutte le scuole della regione: «Questo è solo un assaggio dell’autonomia che verrà».

Il 16 ottobre 1943 è una data importante per la comunità ebraica di Roma, ma anche per la città intera. Per gli ebrei romani è l’ultima tappa di un triste itinerario iniziato nel settembre del 1938 con la promulgazione delle leggi razziali. Tra queste due date esiste un profondo legame: per molti ebrei romani infatti le leggi razziali hanno rappresentato l’anticamera dei campi di sterminio nazisti. Il 1938 è un anno cruciale. La vita cambia in tutti i suoi aspetti, pubblici e privati. È una svolta che coinvolge tutti gli ebrei, dai bambini agli anziani, da chi nasce a chi muore.

 

Dal 1938, infatti, “ufficialmente” gli ebrei non muoiono più in Italia: è vietata anche la pubblicazione dei necrologi sui giornali. Dal 1938 gli ebrei in Italia devono diventare “invisibili”. Tuttavia, come avrebbe mostrato il 16 ottobre, gli ebrei erano molto visibili, facilmente reperibili: erano registrati in una lista, quindi perfettamente identificabili, per separare il loro destino dal resto della popolazione romana.

Due giorni dopo, alle 14.05 del 18 ottobre, diciotto vagoni piombati partiranno dalla stazione Tiburtina. Dopo sei giorni arriveranno al campo di concentramento di Auschwitz in territorio polacco. Solo quindici uomini e una donna (Settimia Spizzichino) ritorneranno a casa dalla Polonia. Nessuno dei duecento bambini è mai tornato.

dal Corriere.it

di Gianna Fregonara

Il Miur conferma, il 18 ci sarà la tanto attesa prova scritta del concorso per 2.425 dirigenti scolastici. In ballo c’è l’interesse di quasi novemila candidati che hanno passato la prova preselettiva prevista dal bando lo scorso luglio, spiegano al ministero dell’Istruzione in quello che sta diventando un sabato di fuoco. Venerdì sera insieme alla notizia che il ricorso di un migliaio di candidati che hanno preso più di sei ma meno di 7.1 al pre-test è stato rigettato dal TAR del Lazio, è arrivata una tegola inaspettata. Il medesimo Tar ha imposto la sospensione del bando è una nuova prova preselettiva da farsi entro 20 giorni per 91 insegnanti della Campania che hanno impugnato la prova per un black out durante lo svolgimento. Nel caso in cui prendano più di 7.1 possono essere riammessi in sovrannumero.