Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di atti di violenza, una ogni 15 minuti. Vittime italiane in altissima percentuale ( l'80,2 per cento dei casi) con carnefici italiani nel 74 per cento dei casi

Nell'82 per cento dei casi chi fa violenza su una donna ha le chiavi di casa. Le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali e culturali e a tutti i ceti economici.

La scuola è in prima fila in questa dura battaglia per l'eliminazione della violenza contro le donne.

 

da www.amicisciascia.it

Pe celebrare i 30 anni dalla scomparso di Sciascia gli Amici  hanno ideato una pubblicazione chiedendo a Lorenzo De Castro, direttore della Scuola Internazionale di Grafica a Venezia e partner del Premio Sciascia, di tradurla in un progetto editoriale che potesse illustrare in modo unitario, graficamente accattivante, il loro impegno per dare un futuro alla memoria dello scrittore.

Ne è scaturita una pubblicazione di venti pagine che potete scaricare cliccando qui.

Oggi ricorrono i 30 anni dall’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, è fondamentale che ogni scuola renda  questo giorno un momento unico in cui i bambini e ragazzi possano davvero essere i protagonisti.

La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata all’unanimità dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, è il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato al mondo e in 30 anni è stata determinante nel migliorare la vita dei bambini, bambine e adolescenti. Ha ispirato i Governi a adottare nuove leggi e stanziare nuovi fondi per aumentare l’accesso dei bambini ai servizi e godere dei propri diritti. Ha contribuito a cambiare la percezione sull’infanzia e l’adolescenza, garantendo a bambini e ragazzi un nuovo protagonismo.

La “Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole”,  intende promuovere, valorizzare e condividere le attività e le iniziative realizzate dalle scuole sui temi della sicurezza e della prevenzione dei rischi.

Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio molti cittadini dell'Est si arrampicarono sul muro e lo superarono per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall'altro lato in un'atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono demolite e portate via dalla folla.