Con una circolare inviata  alle scuole (pubblicata dal nostro sito) il Miur interviene sul delicatissimo tema del rapporto tra scuola e famiglie nella predisposizione del Piano triennale dell’offerta formativa, in particolare sulle procedure relative alle decisioni organizzative e didattiche delle istituzioni scolastiche. Nella circolare si afferma che:

 La partecipazione a tutte le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio, ivi inclusi gli ampliamenti dell’offerta formativa di cui all’articolo 9 del D.P.R. n. 275 del 1999, è, per sua natura, facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni, o degli stessi se maggiorenni. In caso di non accettazione, gli studenti possono astenersi dalla frequenza.

I segretari dei sindacati confederali - Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi e Pino Turi - hanno chiesto immediatamente  un confronto di merito su questa circolare, i cui contenuti rischiano di essere lesivi dell’autonomia professionale dei docenti e dell’autonomia scolastica, entrambe costituzionalmente garantite.

Quando i genitori scelgono una scuola è perché conoscono l’offerta formativa che questa mette a disposizione e compiono un atto di affidamento nei confronti delle comunità professionali che sono impegnate nell’educazione dei figli.

Il Ptof è reso pubblico prima dell’apertura delle iscrizioni - mettono in evidenza i segretari generali dei sindacati confederali della scuola - le procedure di definizione dell’offerta formativa sono fortemente democratiche e partecipative, richiedono la delibera del Consiglio di istituto e un’ampia fase di consultazione e proposta anche nei consigli di classe. Gli Organi collegiali prevedono la partecipazione di studenti e genitori, che provvedono a dare corpo all’autonomia delle scuole.

Il Piano dell’offerta formativa costituisce il momento più alto di espressione dell’autonomia scolastica. L’offerta formativa è dunque intesa come un progetto unitario, democratico, partecipato che definisce l’identità dell’istituto scolastico e il suo rapporto con il territorio.

La formulazione della circolare, con un generico e non circostanziato riferimento al curricolo obbligatorio - pongono l’accento Sinopoli, Gissi e Turi - rischia di generare confusione ed indurre equivoci e di scaricare sulla dirigenza scolastica procedure in contrasto con il quadro normativo esistente, peraltro richiam