da L'Espresso.it

di Gloria Riva

(.....) Ma torniamo alla madre di Di Maio. Paolina Esposito è un dirigente scolastico, preside dell'Istituto Comprensivo Giovanni Bosco di Volla, provincia di Napoli, e fin dal 1980 professoressa in Istituti scolastici di primo e secondo grado del circondario. In particolare dal 2001 al 2015 è stata docente di ruolo al Liceo Imbriani di Pomigliano d'Arco e, nello stesso periodo, è stata titolare dell'azienda di famiglia. Eppure la legge italiana non lo permette.

 L'articolo 60 del Decreto del Presidente della Repubblica del marzo 1957 e l'articolo 53 del testo unico del pubblico impiego (decreto legislativo 29 del 1993) stabilisce che i dipendenti pubblici non possono svolgere attività imprenditoriale, oppure assumere impieghi presso datori di lavoro privati, assumere cariche in società con scopo di lucro, esercitare attività di carattere commerciale o industriale e svolgere incarichi retribuiti non attribuiti dall'amministrazione di appartenenza.

I dipendenti pubblici possono diventare imprenditori solo a patto di ottenere un'autorizzazione speciale dall'amministrazione di appartenenza. Ma si tratta di casi rari ed è molto difficile che Paolina Esposito l'abbia ottenuto. Infatti per i lavoratori pubblici a tempo pieno – come lo è Esposito - si presume che questi non abbiano il tempo necessario per svolgere un doppio lavoro senza compromettere l'efficienza dell'impiego pubblico: in questi casi si parla infatti di incompatibilità assoluta.

Riassumiamo: (....)  La docente e madre del ministro, infatti, avrebbe violato le norme sulla incompatibilità derivante dal suo ruolo di pubblico dipendente.

(noi siamo garantisti e poniamo molti ?????)