La qualifica di “datore di lavoro” attribuita al Dirigente Scolastico in tema di sicurezza nelle scuole, da anni crea problemi per l’individuazione delle responsabilità tra Istituti scolastici (dirigente scolastico) ed Enti locali proprietari degli immobili (sindaco) .
Riuscire ad individuare le rispettive competenze, tra Ente proprietario (Comune o Provincia) e Dirigente Scolastico (datore di lavoro), non è sicuramente cosa semplice.
Occorre sicuramente un distinguo tra
  -  misure di tipo “strutturale ed impiantistico”

   - e misure di tipo “gestionale”, “organizzativo” e “documentale”.

Intanto va precisato che le responsabilità e gli obblighi del Dirigente Scolastico, in termini di protezione e prevenzione della sicurezza sui luoghi di lavoro, sono a tutti gli effetti paragonati a quelli di un generico “datore di lavoro”; con la differenza tuttavia che, essendo gli istituti scolastici di proprietà dei Comuni o delle Province, bisogna altresì, fare i conti con altri datori di lavoro.
Una recente sentenza della Cassazione penale, la n. 30170-2018, ha chiarito che in tema di sicurezza nelle scuole un primo distinguo che bisogna fare è tra sindaco e il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune.
La Cassazione ha così precisato che la violazione delle norme di sicurezza degli edifici di proprietà del Comune è ascrivibile al sindaco, e non al dirigente responsabile della struttura, in mancanza di specifica delega a quest’ultimo, formalizzata dal legale rappresentante.
Il contendere, in questo caso, riguardava la responsabilità circa gli impianti elettrici a norma (ovvero di impianti dotati di certificato di conformità, con verifica di messa a terra e comunicazione di denuncia dell’impianto elettrico), ma il caso, per analogia, può essere esteso a tutto ciò che è legato alla sicurezza degli edifici scolastici.
Intanto va precisato che nelle Pubbliche Amministrazioni (di cui all’art. 1, comma 2, D.lgs. n. 165 del 2001), per “datore di lavoro” si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.
Ovviamente, è appena il caso di precisare che, in caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra richiamati, il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice medesimo.
In Puglia la Legge regionale n. 30 del 2016 ha ben chiarito con l’art. 4 comma 8 che “qualora il proprietario dell’immobile fosse lo stesso Comune, il soggetto passivo degli obblighi derivanti dalla presente legge è il dirigente/datore di lavoro dello stesso Ente”, quindi il sindaco o il dirigente tecnico da lui delegato.
Così, a giusta ragione, si ritiene che nell’ambito della gestione della sicurezza negli istituti scolastici bisogna distinguere le misure di tipo “strutturale ed impiantistico“, di competenza dell’Ente proprietario dell’immobile (Comune o Provincia) e titolare dei poteri di spesa necessari per adottare le dovute misure, e gli adempimenti di tipo unicamente “gestionale“, “organizzativo” e “documentale”, spettanti invece all’Amministrazione Scolastica e di cui assume la responsabilità il Dirigente Scolastico in qualità di “datore di lavoro”.

2018 04 27 Cassazione Penale n. 30170-2018 Sicurezza nelle scuole tra sindaco e DS chi è il responsabile_SENTENZA