La Corte di cassazione, con l’Ordinanza n. 9983/2019 ha indicato i parametri della responsabilità delle scuole in caso di infortuni occorsi a alunni impegnati in attività sportive durante l’ora di educazione fisica.

I genitori di un alunno rimasto infortunato convenivano in giudizio il Miur e l’istituto scolastico frequentato dal proprio figlio, al fine di ottenere il risarcimento dei danni da questo subiti in occasione di un torneo di pallamano organizzato dalla scuola.
La Corte, con l’ordinanza in commento, ha escluso la responsabilità della scuola sia ai sensi dell’art. 2048 c.c., che sancisce la responsabilità degli insegnanti per il danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza, sia degli artt. 2050 e 2051 c.c. che configurano le diverse ipotesi di responsabilità per l’esercizio di attività pericolosa, che per danni da cose in custodia.
La Corte di Cassazione,

  • dal momento che era stato accertata l’assenza del fatto illecito di altrui, in quanto il ragazzo era rimasto infortunato mentre rincorreva un avversario che gli aveva sottratto il possesso della palla senza toccarlo;
  • poiché era emerso che la partita rientrava nella normale attività didattica della scuola;
  • non vi era stata alcuna azione scorretta o comunque fallosa di altri giocatori;
  • la partita si era svolta interamente sotto il controllo diretto dell’insegnante;
  • il campo di gioco era perfettamente libero ed idoneo alla partita;
  •  l’insegnante aveva preventivamente istruito i giocatori

ha escluso la responsabilità della scuola, essendo l’incidente avvenuto per una ragionevole causa fortuita, legata alle fisiologiche modalità di gioco della pallamano e avendo l’insegnate fatto quanto doveva per assolvere all’obbligo di vigilanza cui era tenuto ai sensi dell’art. 2048 c.c..
Ha escluso inoltre la rilevanza causale della panchina contro la quale il l’alunno andava ad impattare, essendo «notorio che i campi da gioco siano fiancheggiati da una o più panchine per consentire ai giocatori di riserva di stare seduti, sicché la presenza della stesse costituisce ordinario completamento del campo da gioco, e non certamente in sé una insidia.