Roma, 05 dicembre 2018
Egregio dott. Marino,
le scrivo perché ritengo doveroso portare alla sua diretta conoscenza un fatto gravissimo avvenuto il 1 dicembre u.s. al termine della manifestazione cittadina “Roma non sta a guardare”, manifestazione promossa dalla Cgil e da altre Associazioni e dalla Questura regolarmente autorizzata.

Verso le 18.00, alla fine del comizio tenutosi a piazza Santa Maria del Loreto – dopo il corteo che ha attraversato pacificamente la città - un gruppo di sindacalisti dello Spi Cgil, sindacato pensionati italiani, di Frosinone e Latina e della scuola e università, si è mosso per raggiungere l’autobus che li avrebbe riportati a casa, parcheggiato nei pressi del Teatro Marcello.
Il tragitto prevedeva il passaggio attraverso un varco delimitato da transenne di fronte all’Altare della Patria. Qui, a presidio del varco, regolarmente attraversato da turisti e cittadini, erano presenti tre poliziotti.
Con modi inurbani, uno di loro ha invitato la segretaria generale del sindacato in parola, a togliere la bandiera che portava, a “mo’ di scialle”, sulle spalle o in alternativa a riporla sotto il giubbino: condizione definita come necessaria per attraversare il varco. Alle altre persone presenti è stato imposto di avvolgere le bandiere sulle aste.
Disposizioni che le nostre sindacaliste hanno eseguito, sotto lo sguardo vigile degli agenti.
Analogo trattamento è stato poi riservato ad altri sindacalisti, che sopraggiungevano presso il varco.
Uno di essi ha chiesto quale disposizione o norma imponesse il divieto a procedere con le bandiere della Cgil, organizzazione che ha da sempre difeso la Costituzione e la Repubblica Italiana e ha pagato un alto tributo per la difesa dei valori democratici.
La domanda ha ricevuto una risposta sgarbata e scortese da parte degli agenti: “queste sono le disposizioni”.
A tal punto i sindacalisti presenti hanno richiesto se tali disposizioni provenissero dal Ministro degli Interni provocando una reazione “minacciosa” da parte degli agenti che hanno replicato rispondendo alla domanda con un “io ora a questa donna cosa dovrei fare?”.
Gli stessi agenti sono arrivati a sfilare in modo brusco la bandiera che una sindacalista aveva annodata al collo dal momento che si era rifiutata orgogliosamente, in considerazione del ruolo da sempre svolto dalla Cgil, di toglierla, con atteggiamenti e modi sempre più minacciosi tanto da scuotere in profondità la sensibilità
delle persone coinvolte, rimaste scioccate da un simile trattamento.
Si tratta, come converrà, di comportamenti intimidatori e assolutamente intollerabili su cui ritengo Lei debba fare chiarezza, nell’interesse dei tantissimi suoi uomini che quotidianamente difendono l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
Laddove Lei lo ritenesse necessario, sarò lieto di poterle fornire i nomi delle persone della Cgil coinvolte negli spiacevoli fatti sopra esposti.

Nel ribadirle da parte nostra piena disponibilità a qualsiasi confronto e chiarimento, sarebbe opportuno comprendere le ragioni di un siffatto comportamento e capire se non ritenga necessario valutare un eventuale comportamento, da parte degli agenti coinvolti, non in linea con i doveri e i principi della Polizia di Stato.

In attesa di riscontro, le porgo un cordiale saluto.
Il segretario generale CGIL Roma e Lazio
( Michele Azzola)