di Alessandro Rapezzi e Ivo Vacca

Si è tenuta a Firenze la seconda riunione per la nascita dell’Alleanza contro la povertà educativa. Un’emergenza che vede la CGIL e la FLC in prima linea sia nella denuncia che nella ricerca di soluzioni per affrontare questo problema. Da questa azione politica nasce la proposta di Alleanza contro la povertà educativa che vuole coinvolgere numerose associazioni che già sono impegnate su questo fronte con le proprie specificità e iniziative di vario genere.

 In questa riunione è stata discussa una bozza di manifesto contro la povertà educativa come documento comune di azione e proposta politica. Un documento snello, che si propone di individuare quegli elementi che possono unire sia associazioni studentesche che professionali, associazioni di volontariato e del terzo settore di fronte un’emergenza riconosciuta come tale da tutti.

La povertà educativa, infatti, non è un fenomeno sociale e neppure un destino ineluttabile; è la condizione di bambini, ragazzi, giovani che non sanno, che non possono, che non riescono. Non sanno di avere il diritto a formarsi come persone e come cittadini; non sanno come sviluppare le proprie competenze; non riescono a liberare le proprie aspirazioni per potersi emancipare dalle condizioni ereditate.

È un'emergenza che mette in pericolo la stessa libertà e dignità di persone e il diritto alla cittadinanza attiva. Non si tratta solo di lesione del diritto allo studio, quanto di negazione, nella realtà dei fatti, di un insieme di opportunità educative: dalla fruizione di attività culturali all’accesso a opportunità ludiche o sportive. Generalmente è la condizione dei bambini e degli adolescenti che vivono in contesti sociali svantaggiati, caratterizzati da disagio familiare, da precarietà occupazionale e da deprivazione materiale con discriminazione di genere e di etnia.

Questa emergenza è figlia di un fenomeno più generale che affonda le radici nei nuclei familiari più colpiti da una crisi sociale ormai strutturale, costretti a continue privazioni economiche e culturali.
Di fronte a questa situazione l’Alleanza rivendica:

  • di garantire il diritto all’educazione di ciascuna bambina e di ciascun bambino, fin dalla più tenera età, per favorire il pieno sviluppo della personalità;
  • di accelerare l’investimento sul Sistema di istruzione e di educazione da zero a 6 anni, riconoscendo a questa offerta formativa ila funzione di primo baluardo contro la povertà educativa, e contribuendo a far uscire il segmento 0/3 anni dalla logica del servizio a domanda individuale;
  • che il Governo dia vita ad un PIANO STRAORDINARIO di interventi a sostegno delle zone più degradate del Paese, delle periferie nelle metropoli, delle scuole tecniche e professionali.
  • di affrontare il tema del divario della povertà educativa nord-sud come l’emergenza nell’emergenza.