A seguito dell’informativa sui contenuti della circolare applicativa avuta nel corso di un incontro, la FLC CGIL ha inviato le proprie osservazioni al MIUR.

La posizione della FLC

 Si è, innanzitutto, ribadita la netta contrarietà all’impostazione autoreferenziale del nuovo Regolamento, ai tempi ristretti di applicazione (si era chiesto di rimandarlo di un anno), che trova le scuole impreparate ad applicare tempestivamente tutte le novità introdotte dallo stesso, e alle misure che hanno scaricato, ancora una volta responsabilità sulle scuole, come quella in materia di manutenzione e riparazione degli edifici scolastici (si era chiesto una conferenza di servizi con gli enti locali) e sul potere eccessivo dei revisori dei conti.

Il Ministero ha recepito parzialmente, nel testo definitivo della nota applicativa inviata alle scuole, le osservazioni della FLC e che hanno in parte mitigato, con i chiarimenti introdotti, la portata degli effetti su alcuni aspetti cruciali del nuovo Regolamento.

Eccoli, in sintesi:

  • il punto più significativo è la riscrittura delle norme in materia di procedure per la fornitura di beni e servizi, con i chiarimenti in ordine alla possibilità per le scuole (previa delibera del Consiglio di Istituto) di allinearsi alla normativa più generale relativa al Codice degli Appalti.
  • Sul piano degli interventi di piccola manutenzione e riparazione, la circolare ha sottolineato l’ambito degli interventi che debbono essere urgenti e indifferibili “nella misura strettamente necessaria a garantire lo svolgimento delle attività didattiche, rapportandoli alle loro realistiche e concrete possibilità di azione, sia sul piano tecnico, sia sul piano economico”. Sono stati, inoltre, tolti dalla possibilità delle scuole alcuni interventi manutentivi, come il ripristino di pannelli e controsoffitti.
  • È stato chiarito il passaggio relativo al ruolo dei revisori dei conti in rapporto alle loro competenze e la loro valutazione di coerenza tra Programma annuale e Ptof, che ritenevamo inaccettabile, specie alla luce dell’esperienza degli ultimi anni che ha visto aumentare i casi di invasività dell’attività di questi in campi che non sono di loro stretta competenza. È stato, dunque, precisato, che l’attività di revisione debba essere svolta senza interferire nelle valutazioni di competenza di altri organi della scuola, inerenti alle attività didattiche.
  • È stato puntualizzato che la circolare illustrativa da allegare al Programma annuale, deve essere predisposta dal Dirigente con la collaborazione del DSGA. Lo stesso Dirigente dovrà poi corredare da apposita relazione illustrativa anche il Conto consuntivo.
  • È stato specificato che, in caso di attività finanziate con Fondi europei, che vengono impegnati anche prima della loro effettiva disponibilità, è importante che risulti che la scuola sia in possesso di una formale attestazione a ricevere lo stanziamento previsto.
  • Sono stati tolti i riferimenti agli obblighi di ricorso agli strumenti Consip, perché non erano stati preceduti da una attenta analisi sulle tipologie e quantità di acquisti delle scuole, onde evitare di introdurre obblighi che avrebbero complicato la rapidità e fluidità degli approvvigionamenti rispetto alle esigenze dei beni.

Ciò nonostante resta il dissenso della FLC su alcuni nodi critici che il MIUR non ha recepito e che sono i seguenti:

  • Bilancio di cassa. Questo, seppur affiancato a quello per competenza, in assenza di adeguata formazione rivolta a Dirigenti e DSGA, rischia di creare ulteriore confusione e lavoro nelle scuole. Pur riconoscendo che la circolare rimanda ad un successivo provvedimento di armonizzazione dei sistemi contabili, riteniamo che, prima di procedere con il bilancio di cassa, sarebbe opportuno trovare soluzione puntuale a due questioni: la definitiva sistemazione dei residui attivi per quelle scuole che ancora ne soffrono (dando seguito a quanto già fatto negli ultimi anni) e la problematica delle anticipazioni di cassa che, in particolare per i PON, gli ERASMUS, il PNSD, coinvolgono somme consistenti rispetto alle quali anche l'ultima circolare sull'affidamento del servizio di cassa demanda al rapporto singolo istituto/banca la definizione degli interessi (cioè oneri a carico delle scuole) per le aperture di credito anche in presenza di lettere autorizzative dei vari progetti.
  • Individuazione "Commissari ad acta". Nella circolare è previsto che i Dirigenti potrebbero essere individuati a tale scopo. Questa soluzione non ci appare condivisibile, dal momento che tale figura è componente di diritto dell'organo (Consiglio di Istituto) inadempiente e, quindi, si potrebbero creare conflitti di interesse derivanti dalla sovrapposizione di ruoli e funzioni, anche se ciò sarebbe limitato a “casistiche particolari”.
  • Interventi di piccola manutenzione. Questa norma indurrà alcuni Enti Locali a sentirsi liberi a non intervenire ed apre a problematiche circa il fattivo recupero dei crediti anticipati con la cassa. Resta sempre, il quesito con quali fondi le scuole anticiperanno le spese (a proposito del bilancio di cassa).
  • Limite dei 200 euro per i beni da iscrivere in inventario. Crediamo che questo limite, dati i costi odierni e la rapidissima svalutazione dei beni, debba essere elevato ad almeno 2.000 euro.

Si è, infine, sollecitato il MIUR ad adottare le proprie linee guida e a produrre un modello di regolamento per la gestione del patrimonio e degli inventari, da mettere a disposizione delle scuole. Sulla definizione dei nuovi schemi e sulle linee guida per la corretta gestione della contabilità abbiamo incalzato il Ministero per un ulteriore confronto sindacale. Principio che vale per gli schemi di gara e per le linee guida per la semplificazione delle attività di acquisto che dovranno essere attenti a semplificare, concretamente, il lavoro delle scuole.