I costi dei corsi già nei precedenti cicli del TFA hanno toccato e superato la soglia dei 3.500 euro e la FLC ritiene la cifra troppo alta. Questa è una condizione inaccettabile, in quanto l’offerta formativa degli atenei deve essere garantita dallo stato e dalla fiscalità generale. Un Paese che non investe in formazione e scarica su studenti e precari l’intero costo dei percorsi formativi che vogliono frequentare è un Paese ingiusto, che opera una selezione sulla base delle condizioni economiche e ostacola la crescita culturale e le possibilità di lavoro delle nuove generazioni.

 

Il decreto ministeriale che regolamenta il IV ciclo del TFA di sostegno è stato pubblicato l'8 febbraio ed è molta l’attesa per l’avvio dei nuovi corsi di specializzazione. Nella scuola vi è una forte domanda di docenti specializzati che resta per lo più inevasa, e tanti docenti e laureati sperano di poter acquisire il titolo anche per accedere al nuovo concorso.

I numeri annunciati dal MIUR parlano di 40.000 posti, che però saranno attivati in tre anni, con una prima trance di soli 14.000 posti. E’ “una goccia d’acqua nell’oceano del precariato” che nel settore del sostegno tocca cifre da records olo quest’anno più di 50.000 posti sono rimasti scoperti e attribuiti a supplenza a docenti perlopiù privi del titolo.

Per queste ragioni chiediamo che il MIUR

  • incrementi il numero dei posti messi a concorso per l'anno accademico 2019/20
  • abbassi in maniera decisa i costi dei corsi

La FLC ha laciato una petizione che invitiamo a firmare:

Firma la petizione