Da Corriere.it

Di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Settembre potrebbe essere un mese decisivo per chi ha figli a carico. Dopo aver incassato in luglio il via libera della Camera (con numeri bulgari: lo hanno votato 452 deputati su 453 presenti in aula), ora l’assegno unico universale per i figli arriva in Senato, nelle mani della commissione Lavoro. La strada è ancora lunga perché essendo un disegno di legge delega, per stare in piedi con le sue gambe dovrà prima trovare sostegno nei decreti attuativi.

 

L’obiettivo della misura è prima di tutto quello di mettere ordine tra tutti i sostegni per la famiglia che tra assegni, bonus e detrazioni negli anni ha disperso le risorse in tanti rivoli. Ora le risorse si concentreranno in un’unica soluzione, ma dovranno essere rinforzate. Come accade già in Europa: dal Kindergeld in Germania al child benefit in Gran Bretagna.
Il vero nodo, però, sono i fondi: un assegno mensile alle famiglie per ogni under 21 a carico (a partire dal settimo mese di gravidanza, ancora quindi nella pancia della mamma), è una manovra dall’importo ragguardevole.
Vediamo nel dettaglio come funzionerà l’assegno universale per i figli.

chi ha diritto all’assegno unico universale per i figli

A beneficiare dell’assegno unico universale saranno tutti i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, di lavoro o di ricerca, residenti in Italia da almeno due anni anche non continuativi e, naturalmente, con figli a carico (dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età). Il sostegno non sarà solo per i lavoratori dipendenti: rientreranno nella misura anche gli autonomi, i liberi professionisti e i disoccupati..
La famiglia potrà scegliere di ricevere l’assegno oppure ottenere un credito d’imposta.

Il calcolo dell’assegno mantenimento figli 2020

L’assegno per ogni figlio a carico verrà calibrato in base a 3 fasce di reddito certificate dall’Isee. Dal terzo figlio in poi sarà maggiorato. L’importo è ancora da fissare e dipenderà dalle risorse stanziate. Al momento, si parla di un assegno fino a 200 euro mensili per ogni figlio. In caso di figli disabili, l’importo potrebbe essere anche più che raddoppiato. Dal diciottesimo anno d’età e fino al ventunesimo, invece, l’assegno sarà più esile e potrà essere ricevuto direttamente dal figlio ormai maggiorenne.

Il reperimento dei fondi

Come detto, lo scoglio più impervio è dato dal reperimento delle risorse. «Serviranno almeno 7 miliardi in più rispetto ai 15 destinati oggi a bonus e aiuti», spiegava a luglio Stefano Lepri, il deputato Pd che con Graziano Delrio ha firmato il disegno di legge del Partito Democratico. «In tutto 22 miliardi per dare un po’ di più a tutti, con continuità ed equità», diceva il deputato un mese e mezzo fa. Oggi si parla di almeno 25 miliardi.
Ovviamente, le prime risorse che convoglieranno nell’assegno unico proverranno dalle misure esistenti che andranno ad estinguersi (i vari bonus bebé, il premio alla nascita, etc) e che come ha detto Lepri valgono da soli circa 15 miliardi. Altre risorse potrebbero arrivare dal Recovery Fund. Ne è certa la ministra per la famiglia Elena Bonetti: «Il Recovery Fund libera risorse e molte potranno convergere sull’assegno. Il calcolo delle necessità andrà fatto nel quadro di una riforma fiscale». Nuove entrate potranno poi arrivare «da una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro», come previsto dal Family Act approvato l’11 giugno scorso.