da Repubblica.it

di Antonella Donati

Il cumulo gratuito per riunire tutti i contributi versati e accelerare la pensione è ormai una realtà. Anche chi ha fatto richiesta della ricongiunzione a pagamento può evitare di pagare quanto richiesto e approfittare di questa nuova opportunità. Possibile infatti ottenere il rimborso di quanto versato se l'operazione, alla luce del cumulo, non risulta più conveniente. E' però necessario sbrigarsi perché  la scadenza del termine per chiedere il rimborso è fissata a fine anno.


 Lavori discontinui e pensione unica. Il cumulo gratuito consente di sommare i periodi di iscrizione a enti diversi per avere un'unica pensione, anche se in nessuna delle gestioni sono stati maturati i requisiti contributivi richiesti. Il cumulo vale sia per la pensione di vecchiaia che per quella anticipata. Interessati  gli enti previdenziali pubblici, compresa la Gestione separata dell'Inps, e  gli enti privati che fanno capo agli ordini professionali. In base a queste disposizioni è possibile ottenere la pensione  anche in caso di carriere discontinue. Si possono sommare, infatti, periodi di lavoro autonomo con lavoro dipendente e viceversa, a prescindere dalla durata dei vari "spezzoni" di contributi accumulati presso i diversi enti. Il cumulo può essere utilizzato anche in caso di contributi versati all'estero. La pensione è pagata con un solo assegno dall'Inps, che poi richiede i pro-quota alle gestioni interessate. La domanda va presentata, comunque, all'ultimo ente al quale si versano i contributi.
 
La rinuncia alla totalizzazione. Il cumulo è un sistema più vantaggioso rispetto alla totalizzazione, che ha lo stesso obbiettivo ma assicura un assegno pensionistico inferiore. Con la totalizzazione, infatti, i vari periodi contributivi vengono conteggiati esclusivamente con il sistema contributivo. Con il cumulo, invece, chi ha maturato un'anzianità contributiva per la quale ha diritto all'applicazione del sistema retributivo mantiene questo diritto, per cui è possibile ottenere una pensione più elevata. Proprio per questo la legge consente a chi aveva già fatto domanda di totalizzazione senza che il procedimento si sia ancora concluso, di revocare la domanda e presentare quella di cumulo.
 
Il rimborso per chi ha chiesto la ricongiunzione a pagamento. Revoca della domanda possibile anche per chi aveva optato in passato per la ricongiunzione dei contributi versati in enti diversi, operazione prevista però solo a pagamento.  L'esborso richiesto in alcuni casi è decisamente elevato, ad esempio, quando si tratta di ricongiungere contributi versati come dipendente presso imprese private con i contributi da dipendente pubblico. Chi ha presentato la domanda di ricongiunzione in passato, quindi, potrebbe non avere ora più convenienza a pagare le somme richieste, proprio alla luce della possibilità di usufruire del cumulo gratuito. Certo forse l'assegno può risultare complessivamente  più basso, ma almeno si evita di anticipare dei soldi. Se si decide per la revoca si ha il diritto di ottenere il rimborso di  tutto quanto già versato, a patto di non aver già ottenuto la pensione sulla base della domanda di ricongiunzione. 

La richiesta di rimborso va presentata al proprio ente entro il 31 dicembre prossimo, ossia entro un anno dalla data di entrata in vigore della Legge di bilancio che ha previsto, appunto, questa opportunità. Superato il termine, il diritto al rimborso si perde