Molti hanno iniziato da poco o iniziano ora la loro carriera scolastica e non pensano certo al lontano momento in cui andranno in pensione, a nostro parere questo è un errore considerato l'evolversi, non certo positivo, delle normative.

Non crediamo sia possibile non riflettere fin da subito sull'opportunità di aderire a fondi che permetteranno di godere di una pensione integrativa.

Perchè, allora, non considerare l'opportunità di aderire al FONDO ESPERO ? Quali i vantaggi ?

 

L'adesione al fondo di categoria permetterà in sintesi:

  • di riuscire a compensare, con una pensione complementare, la diminuzione dell’importo della pensione pubblica;
  • di beneficiare del contributo aggiuntivo versato dal datore di lavoro;
  • di godere di un regime fiscale agevolato;
  • di beneficiare di un rendimento derivante da una gestione finanziaria professionale e garantita e di minori costi di gestione.

L’iscrizione al Fondo determina, infatti, l’obbligo per il datore di lavoro al versamento dei contributi aggiuntivi pari all’1% della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR: ciò è per te, chiaramente, un beneficio poiché, con l’adesione, vedrai raddoppiare la quota del tuo accantonamento.

Il contributo dello Stato ti spetta solamente se la tua decisione è quella di aderire al Fondo Espero.

Ad esempio, se percepisci un reddito lordo annuo di 30 mila euro, con il contributo dello Stato dell’1%, vedrai versare sulla tua posizione pensionistica integrativa 300 euro in più all’anno.

Uno studio realizzato dalla Consulenza Attuariale dell’INPS – Gestione Dipendenti Pubblici ha infatti concretamente calcolato quanto abbia reso, da un lato, investire nel Fondo Scuola Espero il TFR maturato anno per anno più il versamento dei contributi da parte del datore di lavoro e, dall’altro invece, quanto abbia reso mantenere il TFR presso l’INPS.

Sono state prese ad esempio due gemelle, maestre elementari di 30 anni: si è ipotizzato che la prima abbia scelto di aderire al Fondo Espero, mentre la seconda no.

Dall’esempio fatto, considerando i capitali finali di entrambe le gemelle, si può evincere che alla fine della carriera, la lavoratrice aderente al Fondo potrà contare su una rendita considerevolmente superiore rispetto alla lavoratrice che non ha aderito: il suo montante contributivo finale supera infatti di oltre 51 mila euro quello ottenuto dall’altra.

Un altro vantaggio nasce dal riconoscimento della deducibilità, ai fini fiscali, dei contributi versati al Fondo, dalla tassazione agevolata dei rendimenti e delle prestazioni erogate in forma di rendita/capitale.

È importante conoscere i rendimenti del Fondo.

Il comparto CRESCITA, da aprile 2009 a giugno 2014, ha realizzato un rendimento netto del 33,85%; mentre il comparto GARANZIA, nello stesso periodo, ha realizzato un incremento del valore quota del 15,52%. Nel medesimo periodo il rendimento netto del TFR è stato del 13.55%.

Sul versante dei costi di gestione, il confronto tra i fondi permette di individuare oneri ridotti per Fondo Espero (circa lo 0,2% nei 35 anni), medio alti per i fondi aperti (1,1%) ed alti per i PIP (1,5%).

Aderire al Fondo Espero significa quindi costruire una pensione integrativa che, grazie anche ai contributi versati dallo Stato, permetterà di colmare il gap esistente tra la tua ultima retribuzione e il primo assegno della pensione pubblica che andrai a percepire.

Al Fondo Espero si può aderire autonomamente accedendo ai servizi self service del Portale NoiPA, selezionando “Previdenza complementare”.

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una scelta consapevole.
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