La scheda che di seguitosi pubblica  illustra gli arretrati e gli aumenti stipendiali per docenti, personale educativo e personale ATA della scuola relativi al Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 la cui ipotesi è stata firmata il 9 febbraio 2018.

Premessa

Tutte le cifre di seguito indicate relative agli incrementi contrattuali sono lordo dipendente. Per ottenere gli importi netti occorre sottrarre le ritenute assistenziali e previdenziali (11,15%) e le ritenute Irpef le cui aliquote di calcolo variano da persona a persona a seconda dello scaglione di reddito di riferimento.

Arretrati

Per i periodi già trascorsi di vigenza del contratto, ai lavoratori verranno erogati gli aumenti sotto forma di arretrati. Questi riguarderanno il 2016, il 2017 e i primi due mesi del 2018.
Mediamente per il personale della scuola gli arretrati ammontano complessivamente per il periodo considerato a circa 400 euro.
Agli arretrati ha diritto tutto il personale in servizio nel triennio 2016-2018, compreso il personale con nomina a tempo determinato e il personale andato nel frattempo in pensione. Ovviamente in questi ultimi casi gli arretrati vanno calcolati in rapporto al periodo effettivo di servizio. Al personale andato in pensione nel periodo di vigenza del contratto spetta anche il ricalcolo dell’assegno pensionistico e della liquidazione (TFS) o trattamento di fine rapporto.

Incrementi mensili

Gli aumenti stipendiali mensili decorrono dal 1° marzo 2018. Gli aumenti sono stati definiti e parametrati in ragione dei diversi profili professionali e delle diverse anzianità di servizio. Inoltre è stato introdotto una modalità di attribuzione degli aumenti che consente un riequilibrio degli incrementi a favore dei livelli retributivi più bassi.

Gli incrementi retributivi si compongono dei seguenti elementi:

  1. Stipendio tabellare
  2. Rpd/Cia/Indennità di direzione
  3. Elemento perequativo

Lo stipendio tabellare è stato incrementato per tutti del 3,48% così come previsto in legge di bilancio 2018.

Le indennità fisse e continuative (Rpd/Cia/Indennità di direzione) invece sono state incrementate mediamente del 6,82%, una cifra superiore a quella stabilita in legge di bilancio. Questo è stato possibile utilizzando parte delle risorse destinate al “bonus docenti” e parte delle risorse destinate al MOF.

Ciò ha consentito di conseguire più obiettivi: ottenere aumenti per tutti ulteriori rispetto a quelle fissate in legge di bilancio, riequilibrare le risorse economiche a favore delle retribuzioni più basse, distribuire le risorse del “bonus” anche al personale precario a cui erano precluse, stabilizzare parte delle risorse accessorie tra le voci fisse e continuative dello stipendio.

L’elemento perequativo viene erogato da marzo 2018 a dicembre 2018 e serve ad assicurare ai livelli retributivi più bassi incrementi mensili che si avvicinino alla media degli 85 euro così come previsto dall’accordo del 30 novembre 2016. Le risorse per finanziare l’elemento perequativo derivano dal diverso utilizzo degli incrementi relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2018 destinati a tutto il personale.

Con questa modalità di distribuzione delle risorse contrattuali complessivamente disponibili e delle ulteriori risorse acquisite si è ottenuto per tutto il personale un aumento medio mensile per il 2018 di 90 euro pari al 4,31%. Inoltre viene garantita una riduzione della forbice salariale tra le diverse posizioni stipendiali e profili professionali a favore delle retribuzioni più basse.

In sintesi nel 2018 per il personale ATA si ottiene un aumento mensile che va da un minimo di 80,40 euro ad un massimo di 105,50, mentre per il personale docente un aumento mensile che va da un minimo di 85,50 ad un massimo di 110,70.

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