da Orizzontescuola.it

di Redazione

Il lavoro nella scuola dell’infanzia è usurante. Si moltiplicano i casi in cui gli insegnanti chiedono aiuto. Ultimo caso a Ferrara dove le maestre che lavorano nei servizi educativi del Comune chiedono di poter essere messe nelle condizioni di lavorare al meglio.

Mancano perfino le penne ai bambini. Non si tratta, purtroppo, della prima volta. Il lavoro alla scuola dell’infanzia è dichiarato usurante. Le maestre lamentano mancano di spazi fuori dall’aula, inquinamento acustico, genitori ostili, bimbi maleducati, età avanzata degli insegnanti.

Così come scriveva Vittorio Lodolo D’Oria, oltre ai genitori, divenuti sindacalisti dei propri figli e talvolta affetti dalla sindrome dell’indennizzo, vi sono i problemi pratici della scuola (non si sa ancora a chi spetti cambiare i pannolini), quindi i dirigenti distanti per le scuole troppo grandi spalmate sul territorio, o gravati da numerose reggenze. Viene così a cadere quella funzione di “decompressione” che esercitava il preside di una volta e oggi deve essere assolutamente recuperata.

Si arriva così a quell’abominevole fenomeno che è la rinuncia educativa. Questa sembra mettere tutti d’accordo, maestre, dirigenti, genitori, ma non è altro che uno sterile accordo al ribasso per la crescita dei piccoli e si tradurrà in un conto molto salato per il bambino e le future generazioni totalmente impreparate ad affrontare la realtà che li circonda e a tollerare le frustrazioni della vita.