La tutela accordata dalla legge alle lavoratrici madri (padri) spetta anche nei casi di adozione e di affidamento del bambino (equiparato dall’art.80 L.184/1983 all’adozione), in quanto i genitori hanno diritto ad una protezione analoga a quella prevista per la maternità naturale.

 In base a quanto disposto dal Testo unico sulla maternità (artt. 26 e 31 D.Lgs. 151/2001) e chiarito dall’Inps (circolare Inps n. 16/2008) le lavoratrici o, in alternativa, i lavoratori che hanno adottato un minore hanno diritto ad un periodo di congedo per maternità o paternità e alla relativa indennità economica.
Il congedo per adozione ha la durata massima di 5 mesi, anche se durante il congedo il minore raggiunge la maggiore età.

I genitori che hanno preso in affidamento (non preadottivo) un minore hanno invece diritto ad un congedo della durata massima di 3 mesi.

In caso di adozione ed affidamento preadottivo internazionale entrambi i genitori possono usufruire di un ulteriore congedo non retribuito, della durata corrispondente al periodo di permanenza nello Stato straniero richiesto per l’adozione o l’affidamento (come chiarito dall’Inps nella circolare n.97/2001).

Il congedo di maternità e di paternità in caso di affidamento e adozione decorre:

  • dall’effettivo ingresso del bambino nella famiglia, in caso di adozione nazionale;
  • in caso di adozione internazionale, il congedo decorre dall’ingresso del minore in Italia ed entro i 5 mesi successivi; può decorrere anche da prima dell’ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero, richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva; se la procedura di adozione internazionale è interrotta, a causa dell’esito negativo degli incontri, il periodo trascorso all’estero per gli adempimenti correlati all’adozione è riconosciuto come congedo di maternità, purché certificato;
  • in caso di affidamento non preadottivo, i genitori possono utilizzare i 3 mesi di congedo, in modo continuativo o frazionato, entro 5 mesi dall’affidamento.

I genitori adottivi o affidatari possono fruire anche del congedo parentale, o maternità facoltativa, con le stesse condizioni e modalità previste per i genitori naturali: il congedo parentale può essere fruito entro i primi 12 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare e, comunque, non oltre il raggiungimento della maggiore età.

Se si adottano due o più minori, anche non fratelli, si applica la disciplina prevista per il parto gemellare o plurigemellare: di conseguenza, il genitore può godere dei mesi di congedo parentale per ciascun bambino, a condizione che l’ingresso in famiglia sia avvenuto nella stessa data.

La madre ed il padre adottivi o affidatari hanno diritto a fruire dei riposi giornalieri, secondo le modalità valide per i genitori naturali, entro il 1° anno dall’ingresso del minore in famiglia. Il diritto ai riposi vale anche nei casi di affidamento preadottivo o provvisorio.

I genitori adottivi o affidatari possono assentarsi dal lavoro alternativamente, senza diritto alla retribuzione:

  • per i periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a 6 anni;
  • nel limite di 5 giorni lavorativi all’anno, per le malattie di ciascun figlio fino agli 8 anni di età.

In ogni caso, se, all’atto dell’adozione o dell’affidamento, il minore ha un’età compresa tra i 6 e i 12 anni, il congedo per malattia del bambino può essere fruito nei primi 3 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.

circolare Inps n. 16/2008 Congedo di maternità/paternità e congedo parentale in caso di adozioni e affidamenti