Il disegno di legge, presentato dalla senatrice Fasiolo, nasce dal considerazione che la presenza dello psicologo nella scuola italiana, al di là di situazioni specifiche normate per legge, non è definita da una norma che ne veda l'inserimento stabile, rivolto a tutta l'utenza richiedente, ma lascia alle scuole dell'autonomia la possibilità di avvalersi o meno di tale servizio.

 A fronte di bisogni di supporto psicologico sempre crescenti, che richiedono la presenza nella scuola di competenze multi professionali, l'Italia è rimasta il solo Paese europeo a non essere dotato di questa ormai necessaria figura: lo psicologo scolastico.

Il DDL indica quali potrebbero i campi di intervento di questa figura professionale:
a) sostegno alla costruzione della personalità degli alunni e allo sviluppo delle competenze di vita;
b) predisposizione di un ambiente di apprendimento responsabilizzante e motivante;
c) supporto al benessere degli alunni e del personale scolastico;
d) individuazione precoce delle situazioni di devianza, quali bullismo e cyberbullismo, e di disagio, quali disturbi alimentari e dipendenze, nonché dei bisogni educativi speciali;
e) supporto e formazione, nei confronti dei docenti, riguardo alle specifiche problematiche dell'età evolutiva ed alle eventuali difficoltà relazionali esistenti all'interno della classe e tra docenti e alunni;
f) supporto e formazione, nei confronti del personale docente e del personale amministrativo, tecnico e ausiliare (ATA), per una migliore gestione delle situazioni di disagio;
g) consulenza psicologica rivolta alle famiglie per il supporto alla genitorialità;
h) interazione, ove richiesto, con le altre figure professionali che operano a vario titolo nell'ambito della scuola.