Sul tema dei BES (bisogni educativi speciali) e DSA (disturbi specifici di apprendimento) interessanti indicazioni del MIUR sono arrivate con la nota 1143 del 17 maggio scorso.

Infatti il documento si apre con un significativo richiamo alla funzione costituzionale dell’istruzione come strumento essenziale per l’esercizio reale della democrazia; richiama quindi la centralità dell’autonomia scolastica, che, attraverso la progettazione didattica ed educativa, permette di costruire curricoli verticali per portare a sintesi la valorizzazione di esigenze e potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione.
I documenti che la normativa ha introdotto in questi ultimi anni, il RAV, il PdM, il PTOF e Piani Didattici Personalizzati, non devono essere scambiati con il fine da raggiungere, ma considerati strumenti che, in forma snella ed essenziale, si rendano utili a raggiungere l’obiettivo della formazione per tutti.
Una scuola, quindi, meno burocratizzata e più attenta alla riflessione professionale, collegiale e allo sviluppo di percorsi di ricerca-azione.
Nella nota si riconosce che la documentazione sui BES introdotta dalla circolare n. 8 del 6 marzo 2013 ha appesantito il lavoro didattico, anche se l’intento era quello di invitare a una maggiore presa in carico degli studenti per i quali le scuole rilevano delle difficoltà, pur in assenza delle tutele della legge 104/92 e della legge 170/10.
Emerge la centralità del ruolo dei dirigenti scolastici, che sono chiamati a realizzare l’innalzamento della qualità dell’offerta formativa riconoscendo i luoghi essenziali di scelta, partecipazione e condivisione, come gli organi collegiali, e a orientare i docenti verso la semplificazione e l’essenzialità degli strumenti di progettazione e di riflessione, con un utilizzo funzionale dei documenti (verbali e delibere). Questo affinché i docenti possano concentrarsi, più che sugli aspetti burocratico amministrativi, sulla realizzazione di ambienti di apprendimento inclusivi.
La nota quindi rilancia l’idea di una scuola come laboratorio di ricerca educativa e didattica nel quale ciascun alunno veda riconosciuti i propri bisogni educativi secondo una logica di normale realizzazione del percorso educativo, senza essere trattato come un “caso”. Un impulso in questa direzione potrà venire dal rinnovo dei Piani Triennali dell’Offerta Formativa, un’occasione perché in tutti gli organi collegiali sia avviato uno scambio e un confronto professionale teso a far crescere ogni istituzione come luogo di sperimentazione e ricerca educativa e didattica.

pdf Prot n 1143 del 17 maggio 2018 L'autonomia scolastica quale fondamento per il successo formativo di ognuno. (296 KB)

Dal fascicolo della FLC sull'avvio dell'anno scolastico