da Lastampa.it

di Lorenzo Padovan

L'insegnante ha fatto troppe assenze e la studentessa non può essere bocciata. Lo ha stabilito il Tar del Friuli Venezia Giulia che ha rinviato al consiglio di classe il caso di una sedicenne di Pordenone che stava ripetendo seconda in un istituto tecnico, dopo aver sorprendentemente fallito agli esami di riparazione di settembre.  

 

La decisione di rimandare l’allieva, a giugno, era stata un fulmine a ciel sereno: il percorso scolastico dei primi due anni era sempre stato netto, senza voti rossi nella schermata del registro on line. Valutazioni anche discrete e un crollo improvviso in un paio di discipline sulla fine del secondo quadrimestre: economia aziendale e chimica. A complicare tremendamente le cose un 4 all’ultimo compito, maturato anche perché la prof ha beccato le formule che la studentessa si era scritta sulle mani. 

Da quel momento le cose precipitano: l’estate sui libri viene vanificata dalla classica ansia da prestazione. Al termine della sessione di recupero, la conferma dell’insufficienza. La sedicenne deve ripetere l’anno.

I genitori non ci stanno: non sarà la classica «secchiona», ma la media sulle dodici discipline è tutt’altro che disprezzabile. Senza parlare di quella docente di chimica, sempre assente. Come un detective, il papà esamina il registro e scopre che la prof non si è presentata per più di metà delle lezioni. Non essendo periodi prolungati, ma assenze ricorrenti e a macchia di leopardo, il dirigente non la sostituisce. Ai ragazzi si propongono studio individuale, ginnastica, supplenti occasionali di altre discipline. Il cavallo di Troia è servito: l’avvocato Alessandro Da Re prepara 40 pagine di ricorso dove mette in evidenza le carenze dell’istituto e il positivo profitto complessivo della ragazzina. Le 3 giudici amministrative accolgono le motivazioni: «Il mancato raggiungimento delle competenze disciplinari minime parrebbe essere stato verosimilmente compromesso proprio dalle numerose assenze dell’insegnante», dice il Tar.  

 Per non parlare della necessità di analizzare la performance globale: «Bisogna tenere conto della storia personale e del curriculum di studi, al di là delle insufficienze nelle singole materie», dice il legale della ragazza. Risultato? Gli organi collegiali hanno riformulato il giudizio: stamattina la studentessa cambierà classe e dopo 3 mesi di purgatorio tornerà coi vecchi compagni. Senza pericolo di ritorsioni: chimica ed economia aziendale, nel suo indirizzo, si studiano solo al biennio.