da repubblica.it

di Ilaria Venturi

Chi ammette di aver cominciato a fumare, chi di aver esagerato con qualche bicchiere di troppo. Chi s'innamora e continua la relazione a distanza una volta rientrato, chi colleziona storie che durano il tempo di una sera o poco più. C'è pure chi ingrassa, sebbene lontano dalla cucina della mamma, e chi confessa di aver fatto uso di droghe leggere, ma solo raramente e "tanto per sperimentare".

 

All'indagine di Skuola.net su come si comportano gli studenti italiani in Erasmus, hanno risposto seimila universitari tra i 19 e i 25 anni (il 48% donne). Un'indagine scanzonata, che mette a nudo la voglia di fare nuove esperienze fuori confine di chi parte con il programma europeo. Ma che, come gli stessi autori sottolineano, non è solo divertimento: si studia. "Due studenti Erasmus su tre hanno completato tutti gli esami previsti".

A partire lo scorso anno con Erasmus+ sono stati 41.487 studenti universitari. Un fenomeno in crescita, che Skuola.net è andato a raccontare nei suoi aspetti meno legati agli obiettivi accademici utilizzando un questionario on line. "Partire per crescere: è questa la lezione principale che imparano i ragazzi che vanno in Erasmus", la premessa. E infatti per il 37% dei partecipanti al programma coinvolti nel sondaggio lo scopo è innanzitutto quello di fare un'esperienza di vita, seguito dal desiderio di imparare meglio una lingua straniera (17%) e di avere più opportunità di lavoro (15%). Cosa quest'ultima che il programma garantisce maggiormente, secondo una ricerca dell'istituto Indire. Anche dal sondaggio di Skuola.net il ritratto che esce fuori dell'Erasmus è quello di un'esperienza positiva. Tanto è vero che l'83% del campione partirebbe di nuovo (il 55% per la stessa destinazione) e l'81% torna a casa sentendosi più cittadino europeo, con una conoscenza della lingua migliorata (il 34% dichiara di essere arrivato al livello C1 e il 24% afferma di aver raggiunto il C2).

· PARTO PER STUDIARE E MI INNAMORO
Il divertimento è il "chiodo fisso" solo del 10% degli intervistati, anche se per tre su quattro avere una relazione, breve o lunga che sia, è un must. "Una delle sorprese della ricerca riguarda proprio gli affetti che nascono fuori dall'Italia", premette Skuola.net nella presentazione dei risultati. Il 57% dei giovani Erasmus interpellati sceglie di far continuare la relazione nata all'estero anche dopo il rientro a casa. Non mancano poi le avventure: il 33% dei partecipanti al sondaggio dice che ha avuto una relazione con una persona sola, il 15% afferma, con qualche esagerazione, di aver avuto più di dieci partner nel corso dell'esperienza fuori casa.

· VITA SPERICOLATA ALL'ESTERO
Non vi è dubbio che durante l'esperienza Erasmus gli universitari si divertano parecchio. Con la tendenza a eccedere. A partire dal cibo: il 44% di chi parte, tra gli intervistati, afferma di essere ingrassato, anche di molti chili (17%). Ben il 38% del campione, poi, ha cominciato a fumare e il 21% di quelli che già lo facevano ha intensificato il consumo di tabacco. Il 59% confessa di aver fatto uso di stupefacenti ma, tra questi, la metà lo ha fatto raramente (28%) o una sola volta (10%), giusto per "sperimentare". Il 54% dei ragazzi, infine, ammette di aver esagerato con l'alcol "più spesso del solito".

· LO STUDIO? NON NE RISENTE
Il 67% dei ragazzi del campione ha dato tutti gli esami previsti nel piano di studi durante la permanenza all'estero con Erasmus. Solo il 16% è rimasto indietro, mentre il 17% ha sostenuto la gran parte degli esami. Le ragioni delle difficoltà di chi non completa il programma di studi concordato alla partenza vanno ricercate, per il 76% dei casi, in problemi con l'università ospitante (o di altra natura non specificata) e non nella scelta di prediligere il divertimento, cosa che riguarda solo il 17% di quelli che sono rimasti indietro.
 
· ERASMUS QUANTO MI COSTI
L'aspetto economico non è trascurabile. Il 38% degli studenti giudica la borsa di studio sufficiente, il 27% la definisce addirittura "abbondante". Il 17% ritiene invece che la cifra ricevuta per partecipare al programma sia stata "inadeguata". A seconda dei paesi, i ragazzi hanno dichiarato di aver speso mensilmente meno di 200 euro al mese (13%) ma anche più di mille euro (21%). I più si attestano tra i 200 ed i 600 euro (42%).