da Repubblica.it

di Salvo Intravaia

Tra pochi mesi, le famiglie italiane potranno sapere come le scuole spendono i loro "contributi volontari". E in futuro i bilanci degli istituti verranno pubblicati sul web. È stato infatti pubblicato (...) il nuovo Regolamento amministrativo-contabile delle scuole, documento che sostituisce il vecchio regolamento del 2001, ormai superato, e che è improntato su due principi:

 

maggiore chiarezza e trasparenza, semplificazione ed efficienza della spesa.

Il regolamento entrerà in vigore dal prossimo primo gennaio.

Le istituzioni scolastiche, che ogni anno tra mille polemiche raccolgono i contributi dei genitori per assicurare agli alunni attività aggiuntive rispetto a quelle obbligatorie, dovranno rendicontare come intendono spendere questi fondi in fase di programmazione e, a consuntivo, come queste cifre sono state effettivamente spese.

Anche perché, dal prossimo anno, le cosiddette somme finalizzate non ancora spese (quelle destinate ad un preciso scopo) potranno essere svincolate e spese per altre finalità. Occorre quindi uno strumento che assicuri la massima trasparenza possibile.

Per la gestione delle scuole italiane, che negli ultimi anni ha visto complicarsi tutte le procedure, è una sorta di rivoluzione copernicana: finora i fondi raccolti dai genitori andavano a finire in macroaggregati dai quali non era sempre facile desumere la destinazione. Un conteggio approssimativo, e relativo ad alcuni anni fa, stimava in oltre 600 milioni di euro il gettito garantito alle oltre 8mila scuola italiane direttamente da mamme e papà.

Gli stessi criteri di trasparenza, secondo il nuovo regolamento, andranno seguiti per le altre forme di finanziamento di cui possono avvalersi le scuole: il crowdfunding e le donazioni liberali. Col primo, le scuole accedono a piattaforme informatiche di raccolta fondi per finalità specifiche: una risorsa cui ci si rivolge per racimolare denari. Il regolamento precedente non poteva contemplare queste forme che adesso entrano a pieno titolo nei documenti contabili. Stesso discorso per le erogazioni liberali previste dalla Buona scuola, ma che finora non hanno sortito grandi effetti. Con una maggiore trasparenza e con la possibilità di verificare l'esatta destinazione di quanto versato, probabilmente, le famiglie potranno essere maggiormente incentivate a donare. Anche perché l'intenzione è quella di avviare un processo (graduale) che dovrebbe portare alla pubblicità dei bilanci delle scuole attraverso la loro pubblicazione online.

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