da Repubblica.it

«È meglio che i giovani scoprano il sesso con Mozart oppure lasciandoli soli davanti a siti porno oggi facilmente accessibili?». La provocazione è stata lanciata dal sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, che ha risposto così, indirettamente , a quegli insegnanti di tre scuole medie cittadine che hanno scelto di non mandare le proprie scolaresche alla rappresentazione al Teatro Filarmonici di «Così fan tutte» di Mozart.

 

Motivazione: opera ritenuta per i ragazzi troppo scabrosa visto che tratta di sesso. L’opera mozartiana era stato proposta dalla Fondazione Lirica delle Marche, che comprende i Comuni di Ascoli Piceno, Fermo e Fano.

A lanciare l’accusa è stato Pier Luigi Pizzi, autore di regia, scene costumi dello spettacolo, sulle pagine locali del Resto del Carlino: «Non mi era mai capitato una cosa del genere. Generalmente a queste rappresentazioni pomeridiane partecipano l’ottanta per cento di studenti delle medie e il venti delle superiori. Stavolta non abbiamo avuto richieste dalle medie, a parte un istituto, e ci siamo chiesti il perché . È emerso che a far rinunciare le insegnanti è stata sia la lunga durata dell’opera, sia il tema licenzioso ed erotico». Del resto l’opera lirica anche nel 1790 fece scalpore. Alla fine andò in scena ma ci volle l’intervento dell’Imperatore che obbligò Mozart a metterla in scena perché nei salotti viennesi non si faceva altro che parlare del fatto realmente accaduto a Venezia (due ufficiali, per scommessa, si erano scambiati le fidanzate per provare la loro fedeltà).

Per il sindaco do Ascoli Piceno «l’approccio alla sessualità e all’erotismo è meglio che sia gestito dalle famiglie, dalla scuola e, perché no, anche da Mozart. «Il vero problema» — ha detto— è il dilagare della pornografia». Per la cronaca, il teatro è stato poi gremito dagli studenti delle superiori. Nessuno ha voluto fare il nome dei dirigenti scolastici che hanno messo il veto.