da Repubblica.it

di Salvo Intravaia

In arrivo, nelle scuole italiane, il docente-infermiere. E' lo stesso ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ad annunciare la novità, a margine dell'incontro di questa mattina con i presidenti del Consiglio nazionale Ordine psicologi e con il presidente della Società italiana di pediatria "per promuovere benessere e corretti stili di vita tra gli studenti".

"Promuovere la cultura della salute e del benessere - spiegano da viale Trastevere - nell'ambiente scolastico. Prevenire forme di disagio e di malessere psico-fisico. Avviare azioni di formazione di docenti, genitori e studenti per affrontare in maniera adeguata temi come i corretti stili di vita e la prevenzione di comportamenti a rischio per la salute". Sono questi gli obiettivi che intendono perseguire i due protocolli. Ma non solo. E' anche prevista un'azione di formazione del personale docente in servizio per "preparare gli insegnanti alla somministrazione di farmaci agli alunni con patologie specifiche".

La somministrazione di farmaci agli alunni da parte dei docenti, anche se richiesta da diversi capi d'istituto ai propri docenti, non è contemplata tra le attività dovute previste dal contratto di lavoro. E nessun docente oggi di assume una responsabilità del genere, considerato che per somministrare compresse ad altro occorre essere medici o paramedici. E un eventuale reazione potrebbe trasformarsi in tragedia. Ma sono sempre di più le famiglie della scuola italiana che si presentano a scuola chiedendo alle maestre e ai professori di somministrare farmaci (antibiotici o semplici antistaminici) ai propri figli. 

"Abbiamo siglato - dichiara Bussetti - due importanti collaborazioni per l'educazione e la crescita sana dei ragazzi che vedono coinvolti istituti scolastici, famiglie, territori, esperti. Stiamo costruendo una vera e propria rete di sostegno. Dobbiamo essere - continua - soddisfatti: la scuola non è solo il luogo in cui si apprendono conoscenze e si sviluppano competenze. È anche spazio di cittadinanza attiva in cui si formano giovani consapevoli e corretti stili di vita". Fulvio Giardina a capo dell'Ordine degli Psicologi, ringrazia il ministro dell'Istruzione per questo "primo importantissimo passo per poter garantire ai docenti, agli studenti e alle loro famiglie, a tutto il personale della scuola, quel necessario servizio di psicologia scolastica, già attivo in tutti i paesi europei".

Soddisfazione anche da parte della Società italiana di pediatria per, bocca del suo presidente Alberto Villani, è particolarmente "riconoscente al ministro Bussetti per aver realizzato una collaborazione tra mondo della scuola e pediatria che consentirà di rispondere nella maniera più puntuale e qualificata alle esigenze di salute psico-fisica dell'età evolutiva". Durante l'incontro, è stato presentato "Benessere a scuola", un progetto pilota che sarà realizzato in attuazione dei due protocolli che in una prima fase, riguarderà tre regioni: Liguria, Abruzzo, Calabria. E coinvolgerà 60 scuole primarie e secondarie di I e II grado, circa 31mila studenti e 3.900 docenti.

"Il progetto - spiegano dal Miur - si rivolgerà a docenti, famiglie e studenti".  Gli obiettivi che intende raggiungere sono i seguenti: "Incrementare l'attenzione dei ragazzi alla cura del proprio corpo, delle proprie abitudini di vita e della propria affettività, migliorare la vivibilità e il clima sociale all'interno delle scuole, costruire collaborazioni costanti e durature con le famiglie, prevenire casi di disagio e di abbandono scolastico, fornire indicazioni socio-sanitarie ai docenti e formarli sulla somministrazione di alcuni farmaci che i giovani potrebbero dover assumere in caso di patologie specifiche, dare assistenza medica e primo soccorso per migliorare la sicurezza a scuola".