da Tecnicadellascuola.it

di Alvaro Belardinelli

"Sconcertante e vergognoso l’utilizzo che viene fatto dei libri di testo per diffondere idee politiche nelle scuole. Farò subito presente la questione al ministro dell’istruzione Marco Bussetti». Parola del deputato leghista Riccardo Marchetti, indignato a causa di un libro di testo delle Scuole Medie, che indottrinerebbe gli italici fanciulli con opinioni “politiche” pro-immigrati.

 

La notizia è apparsa il 18 dicembre su Ansa e Repubblica: un genitore di Spello, in Umbria, «preoccupato di quello che viene insegnato negli istituti italiani», ha inviato all’Onorevole Marchetti (pure umbro) le foto delle pagine di un libro di testo del proprio figlio. «Nel libro», sostiene Marchetti, «viene affrontato il tema dell’immigrazione, guarda caso, nel capitolo ‘gli italiani del futuro’ dove si fa riferimento ad una età media della popolazione sempre più elevata, coppie che fanno sempre meno figli e si azzarda la previsione che tra venti anni la fascia di età più numerosa sarà quella compresa tra 50 e 70 anni». Dati incontrovertibili — diranno i nostri lettori più informati — e presenti su tutti i libri di testo italiani, scolastici ed universitari, che trattano temi demografici. Fatti, non opinioni politiche.

Si dà il caso, però, che anche questi siano dati, e non giudizi di valore. In Italia più che altrove ormai solo poche donne partoriscono prima dei 30 anni; la nascita del primo figlio tarda sempre più. Ciò comporta un progressivo invecchiamento della popolazione. Delle due l’una, dice sostanzialmente il libro di testo incriminato: o si sostiene la natalità degli Italiani con aiuti alle coppie e alle donne in età fertile (come avviene in Francia e in molti Paesi); oppure l’unica speranza per pagare le pensioni agli anziani futuri saranno i giovani immigrati col loro maggiore tasso di natalità. Tertium non datur. Dove sta l’indottrinamento? E perché si scambia l’informazione corretta e scientificamente fondata con la propaganda ideologica?

Nostalgia del MinCulPop?

In realtà per la Destra italiana l’ossessione dei libri scolastici “nemici” è antica. Per questo durante il fascismo il “libro di Stato” impediva interpretazioni sgradite al regime. Per questo oggi sono ricorrenti le uscite della Destra contro i “libri schierati politicamente”; cui nel novembre 2000 Silvio Berlusconi dichiarò guerra: «I nostri figli non dovranno più studiare su testi di storia con deviazioni marxiste». Quasi che la (pur sconfinata) cultura dell’ex Cavaliere lo autorizzasse a scavalcare i docenti nel valutare l’attendibilità di un libro di testo.

Pochi giorni prima il consigliere regionale della Puglia Saverio Congedo aveva affermato: «Troppo spesso la storia degli ultimi anni, nella sua riproposizione a fini didattici nella scuola pubblica, è stata soggetta a manipolazioni ideologiche tali da alterarne non solo l’attendibilità, ma il rispetto della valenza propria del dibattito storiografico». E Francesco Storace, allora Presidente della Regione Lazio, aveva auspicato il varo di una “commissione di esperti” «che analizzi i contenuti dei libri di storia usati nella scuola dell’obbligo».

 

Dal 2001 al 2011, durante il secondo, il terzo e il quarto governo Berlusconi (cui la Lega Nord partecipava in forze), si ripeterono dichiarazioni analoghe (e contro i “docenti politicizzati”) da parte di esponenti dell’esecutivo.

Le sparate leghiste e il silenzio del Movimento 5 Stelle

Oggi sul sito della Lega (che qui si chiama ancora “Lega Nord”) si leggono le parole del deputato Paolo Grimoldi (coordinatore federale del “Movimento giovani padani”), secondo il quale non solo Togliatti fu un “traditore del nostro Paese”, ma lo furono anche Cavour, Garibaldi e Mazzini: intendendo forse qui, per “nostro Paese”, il solo Nord, appunto. «Ma il vero dramma delle nostre scuole non è tanto o solo la faziosità, quanto l’oscuramento del Nord», sentenzia il buon Grimoldi. «Se c’è una colpa in chi ha scritto i libri di storia, è quella di aver soffocato, nascosto, tradito la storia delle nostre Regioni, degli eventi fondanti, dei nostri padri. Il motivo è ovvio: far risaltare il centralismo romano. In questo comunismo e fascismo sono andati a braccetto. Anziché parlare di Togliatti o Cavour, il Parlamento si muova per integrare i libri di scuola, non per riscriverli».

Ora che i patrioti leghisti sono di nuovo al Governo, ci sarà da aspettarsi una nuova edizione dell’”Index librorum prohibitorum” (vista anche la vicinanza della Lega ai difensori della Santa Fede)?

E il M5S che dice?

 

 

 

Informazione scambiata per indottrinamento

Eppure è proprio l’onorevole leghista umbro (dimentico di quando i leghisti davano del terrone a tutti gli Italiani a Sud del “dio Po”) a spiegare ciò che più lo ha fatto infuriare: «La soluzione la offre proprio il volume stesso: ‘interventi pubblici a favore delle coppie e delle donne che vogliono avere figli’ (un libro per ragazzi delle medie che offre soluzioni politiche e consigli al Governo non l’avevo mai visto, se non è indottrinamento questo…) oppure, come già detto, dovremo far conto sull’immigrazione per sostituire gli ‘italiani del futuro’».