da Il Messaggero

di Lorenzo Loiacono

Guerra ai furbetti della scuola, da Nord a Sud partono i controlli a tappeto: nel mirino degli uffici scolastici ci sono le graduatorie di terza fascia per gli aspiranti bidelli. È caccia aperta soprattutto ai diplomi falsi e, tra le dichiarazioni mendaci, potrebbero esserci anche l'omissione dei precedenti penali. Massima attenzione da parte degli uffici amministrativi, quindi, sugli aspiranti Ata: il personale scolastico impiegato come bidello, ausiliario, tecnico e amministrativo.

DIPLOMI INVENTATIIl caso è esploso in Veneto, alla fine del 2018, con la sospensione dal lavoro di cinque bidelli perché, al momento della candidatura per le supplenze, hanno presentato dichiarazioni non veritiere, portando titoli inesistenti. Una scorciatoia inaccettabile per ottenere la supplenza: le graduatorie di terza fascia, infatti, sono quelle da cui i dirigenti scolastici possono attingere per convocare il personale supplente di cui hanno bisogno, avendo esaurito le graduatorie di prima e seconda fascia. Per i furbetti, quindi, si trattava di salire di punteggio. Peccato però che, al momento del riscontro, i diplomi risultavano inventati di sana pianta. Si trattava in quel caso di lavoratori provenienti dalla provincia di Salerno ma candidati per le scuole del Veneto. Sono partiti i controlli, cercando di intercettare il flusso di persone che dalla Campania chiedeva di candidarsi per le graduatorie di istituto in Veneto, vantando spesso titoli importanti. Lo stesso provveditorato di Salerno sta collaborando con l'ufficio scolastico del Veneto per individuare nuovi furbetti e, fin dal primo momento, l'attenzione si è concentrata su un centinaio di situazioni poco chiare. Si parte da una scuola di Garda, in provincia di Verona, per raggiungere in breve tempo la provincia di Venezia e a seguire tutta Italia. Le indagini infatti vanno avanti, basti pensare che in Veneto la metà dei collaboratori scolastici è precaria e il lavoro di indagine da svolgere è capillare.
POSTI A RISCHIOUna situazione che, inoltre, potrebbe espandersi a macchia d'olio e assumere dimensioni enormi visto che lo scorso autunno è stato possibile aggiornare le graduatorie di terza fascia per il triennio 2018-2021. E così, in seguito all'aggiornamento della lista dei candidati, c'è stata un'infornata di nuovi aspiranti supplenti. Qualcuno però, evidentemente, ha esagerato con i titoli, per scalare le graduatorie con i punteggi. L'assessore regionale alla scuola, Elena Donazzan, ha chiesto un giro di vite anche su quelle scuole superiori non statali, sospettate di essere in realtà veri e propri diplomifici per studenti svogliati. Ovviamente, una volta accertato l'illecito, il supplente perde il posto di lavoro e il suo caso finisce all'ufficio per i provvedimenti disciplinari. Mentre, al di fuori dell'ambiente scolastico, si potrebbe prefigurare il reato di dichiarazione mendace, oltre all'accusa di truffa ai danni dello Stato e falso ideologico.
PRECEDENTI PENALISi stanno avviando controlli a tappeto sui titoli e le dichiarazioni presentate dagli Ata anche gli uffici scolastici della Lombardia, con capofila Milano, e del Pimonte, della Toscana e dell'Emilia Romagna e anche negli uffici scolastici della Campania da dove, inizialmente, sono partiti i primi furbetti. Le verifiche sono in corso anche nelle liste della Calabria. Ma a creare problemi non sono solo titoli falsi: al momento della candidatura per le supplenze, infatti, il personale scolastico deve presentare, sotto la propria responsabilità, una dichiarazione sostitutiva in merito alle eventuali condanne subite o alle cause pendenti. Una dichiarazione che verrà poi sostituita, al momento dell'assunzione, dal casellario giudiziale richiesto dal ministero del lavoro al tribunale. E le verifiche, in questo senso, sono importantissime per evitare i casi in cui, solo a posteriori, si scopre che un docente o un bidello ha precedenti penali di rilievo che non possono essere compatibili con il lavoro in una scuola, a contatto con bambini e ragazzi.