da il sole24ore.it

di Alessia Tripodi

C' è il via libera del ministro della P.a, Giulia Bongiorno, al contratto per oltre 8mila presidi che «permetterà il quasi totale riallineamento della retribuzione dei dirigenti scolastici a quella delle altre categorie di dirigenti pubblici». Con un aumento medio in busta paga di 160 euro al mese, in parte legato al raggiungimento di determinati obiettivi.

L’ipotesi di contratto era stata firmato a dicembre scorso e, dopo le verifiche di Miur e Mef, il contratto potrà «essere ratificato dal Cdm - dice la ministra - e, dopo i controlli della Corte dei Conti, sottoscritto in via definitiva». L’adeguamento dello stipendio, compresi gli arretrati, dovrebbe dunque arrivare presumibilmente tra luglio e agosto.

Il nuovo contratto per i presidi
In questi mesi l’ipotesi di contratto per i dirigenti scolastici, che avuto l’accordo di sindacati e Aran, è stata valutata prima dalla Ragioneria generale dello Stato e poi dal ministero. E oggi, infine, la Bongiorno ha dato «il via libera» a quella che tecnicamente è «la definizione del contratto dell'area istruzione e ricerca». Nel comunicato Palazzo Vidoni sottolinea come si tratti del «primo contratto della dirigenza dopo un lungo periodo di sospensione (dal 2009) dei rinnovi contrattuali» e che « interessa 7.452 capi di Istituto e gli oltre 300 dirigenti degli enti di ricerca, delle università e delle accademie e dei conservatori».

Nuove relazioni sindacali, più tutela
Un contratto, fa notare il ministero, che «definisce un nuovo e più funzionale sistema di relazioni sindacali, introduce misure a tutela dei dirigenti con gravi patologie e tutele per le donne vittime di violenza», ma anche «ferie e riposi solidali in favore di dirigenti che debbano assistere figli minori». Inoltre definisce «misure più rigorose nel codice di disciplina per contrastare e sanzionare fino al licenziamento condotte più gravi» e «misure che ridefiniscono il sistema della premialità in modo più selettivo e meritocratico rispetto al passato». 
Quanto alla parte economica, come accennato, «con risorse aggiuntive» la retribuzione dei presidi viene «equiparata a quella degli altri dirigenti». E una quota dei 160 euro di aumento medio «è collegata al raggiungimento degli obiettivi ed è prevista una differenziazione della retribuzione di risultato tra i vari dirigenti».