da Corriere.it

di Orsola Riva

A ogni cambio di ministro, si muove un po’ anche l’esame di maturità. Dopo aver annunciato di voler intervenire per qualche «ritocco», il ministro Lorenzo Fioramonti ha oggi confermato le linee del «suo» esame. Lo ha fatto rispondendo alle domande degli studenti su Skuola.net. Innanzitutto ha confermato che non verrà modificato l’impianto generale dell’esame di Stato.

 

Ma, come già annunciato in più occasioni, verrà reintrodotta la traccia obbligatoria di Storia e invece verranno eliminate le tanto criticate buste da sorteggiare al colloquio, sigillate dalla commissione d’esame ed estratte a sorte, davanti al candidato. «La maturità non dev’essere una roulette, non siamo al casinò. Non vogliamo che l’esame di stato sia un elemento di stress. Gli studenti devo andare all’esame fieri e sicuri della propria preparazione. Non devono esistere trabocchetti. Queste buste non facevano altro che creare un ulteriore elemento di stress che andava a detrimento della qualità dell’esame».

Nonostante l’entusiasmo suscitato in diretta («Ministro - lo hanno incalzato i ragazzi di Skuola.net - lei così punta a diventare il politico più amato dagli studenti. Ma non è che ci sarà una fregatura?»), non è chiara la reale portata del cambiamento, al di là dell’effetto annuncio. Il ministro infatti ha detto che non tornerà la compianta (dai ragazzi) tesina e l’orale continuerà a prendere avvio dagli stessi materiali dell’anno scorso: poesie, ritagli di giornale, grafici, foto di opere d’arte. Solo che gli studenti non dovranno più pescarli come in un quiz tv da una delle tre buste volute da Bussetti. Quindi cosa cambia veramente?

Il punto da chiarire è: questi materiali, predisposti dalla commissione d’esame sulla base del programma svolto in classe durante l’anno, verranno resi noti prima ai maturandi oppure no? Incalzato dagli intervistatori in un primo momento Fioramonti ha detto che gli studenti li avrebbero saputi prima. «La commissione - ha spiegato - manterrà i materiali di avvio ma invece di sorteggiarli come in una lotteria, si sapranno esattamente quelle che sono le opzioni che la commissione ha preparato, gli studenti potranno sedersi e gli verrà sottoposto un materiale, poesia, elaborato, raffigurazione, e sulla base di quello cominceranno il colloquio». Ma poi ha aggiunto che la commissione «preparerà il materiale e quel materiale sarà a loro disposizione e sceglieranno in quel momento davanti allo studente quale è il più opportuno per cominciare il colloquio». Dall’ufficio del ministro confermano che no, i materiali non si sapranno prima, ma almeno verrà risparmiata ai ragazzi la roulette russa delle buste. Sarà la commissione d’esame che, fra i materiali predisposti in precedenza, sceglierà quale foto, poesia o articolo sottoporre al ragazzo.

Come già anticipato nelle scorse settimane Fioramonti ha anche confermato di voler reintrodurre nel tema la traccia di storia, che era sparita con l’ultima riforma dell’esame di Stato licenziata da Bussetti ma in realtà impostata, almeno per quanto riguarda la revisione del tema, già dalla Fedeli. La storia torna come opzione obbligatoria nella cosiddetta traccia argomentativa. «E’ un punto, questo, su cui ho voluto ascoltare le richieste della società civile», un chiaro riferimento alla petizione per il ritorno della Storia firmata tra gli altri dalla senatrice Segre e da Camilleri. Anche se in realtà già l’anno scorso la storia, sparita come traccia a se stante, si era sparpagliata in più tracce: da quella sulla mafia raccontata da Sciascia, al Novecento di Stajano, fino a Bartali giusto d’Israele.